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sala esposizioni
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Il Palazzo, oggi sito UNESCO e quindi considerato “patrimonio dell’umanità”, sorge nello spazio di pertinenza della Basilica di Santa Maria degli Angeli costruita, nella seconda metà del sec. XVI, sulla antichissima chiesetta francescana della Porziuncola.  Il nome originario della piazza, oggi intitolata a Garibaldi, era proprio quello della Porziuncola dove, dalla metà del secolo XIII, ogni due agosto, una moltitudine di pellegrini sostava attorno alla solitaria chiesetta per rammemorare il privilegio del Perdono ottenuto da S. Francesco nel luogo in cui, dopo il vagabondare dei primi anni, scelse di fondare l’Ordine dei frati Minori. Nel Trecento, assumendo la grande sagra del Perdono la consistenza e la forma di una vera fiera, fu necessario provvedere alla vigilanza mediante una magistratura speciale che faceva capo al Capitano del Perdono

Il Museo,  tenendo conto, in ambito internazionale, di istituzioni dedicate a singoli artisti, quindi con una precisa specificità, e degli spazi a disposizione sistemati su progetto dall’architetto Alberto Zanmatti  con la collaborazione degli architetti Cristina e Andrea Piatti, accoglie 50 opere fondamentali dell’artista marchigiano (dall’Autoritratto, 1931, legno, a Figura che cammina, 1933, legno; da Giovane che declama, 1937-1938, legno, a Ragazzo con i gabbiani, 1940-1944, legno; da Il fucilato, 1945-1946, bronzo, a Sibilla, 1947, bronzo; da La creazione, 1950-1955, legno, a Ragazzo che pensa, 1957, bronzo; da Donna con drappo, 1960, bronzo, a Onda n. 1, 2, 3, 1968-1969, legno; da Donna che si asciuga, 1973, bronzo, a  Bozzetto per Cristo risorto, 1970-1975) tali da coprirne l’intero percorso espressivo e, nell’ambito di una inscindibile necessità didattica, capaci di rendere evidenti i vari momenti di una intera stagione creativa in più di mezzo secolo di ricerca plastica a livello europeo.

Per rendere ancora più completa e accattivante questa scelta, il Museo gestito dalla Fondazione Fazzini e curato da Giuseppe Appella, viene dotato di una presenza selezionatissima di disegni, quasi sempre legati alla nascita delle relative sculture, e di un percorso di immagini e documenti che, oltre a rileggere in cronologia la vita di Fazzini, illuminano buona parte dei diversi aspetti della cultura del Novecento.

Non viene dimenticato, inoltre, il contesto in cui nasce il Museo e il lungo rapporto di Fazzini con Assisi e la figura di S. Francesco. Infatti, faranno stabilmente parte della raccolta S. Francesco parla e accarezza il lupo, 1939, legno, e il Bozzetto per il monumento a S. Francesco, 1981, bronzo, oltre a una serie di piccole sculture, progetti, disegni e incisioni legati al Santo.

Il Museo, che dispone di un Comitato Scientifico composto dal curatore e da Pier Giovanni Castagnoli, Michele D’Elia, Fabrizio D’Amico e Rosalba Zuccaro, nasce con l’intenzione di sviluppare intorno a Fazzini una serie di iniziative a periodicità stagionale, utili per chiarire, attraverso una serie di piccole ma precise mostre accompagnate da altrettanti cataloghi monografici pubblicati da De Luca Editori d’Arte nella collana “Laboratorio”, i rapporti di Fazzini con la scultura europea (Martini, Rodin, Bourdelle, Maillol), il suo impegno nella pratica del gioiello, della medaglia e della grafica, i progetti non realizzati, le particolarità delle sue fusioni, le abituali frequentazioni del suo studio (allievi, amici, collezionisti, galleristi, mercanti) e così via.

Queste esposizioni, curate da noti storici dell’arte, verranno integrate da presentazioni di libri e conferenze sempre strettamente connesse a Fazzini e al secolo in cui è vissuto.    

L’apertura del “Museo Pericle Fazzini” dà il via anche alla preparazione del “Catalogo Generale delle sculture di Pericle Fazzini” la cui uscita, presso De Luca Editori d’Arte, è prevista per la fine del 2010. La cura del Catalogo è affidata a Giuseppe Appella. Il materiale fotografico va inviato alla Fondazione Fazzini, via Margutta 61, 00187 Roma.

 Il Museo, dotato di un book shop con libri su Fazzini, sugli scultori e sulla scultura in generale oltre che dei suoi amici poeti (Ungaretti, De Libero, Sinisgalli, Belli, Vigolo, Barilli, ecc.), avrà i seguenti orari: dal martedì alla domenica, ore 10 – 13, 16 – 19 (orario invernale), ore 10 – 13, 16 – 19 (orario estivo).


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